Dal 3 giugno 2026 il quadro delle regole per la riqualificazione energetica degli edifici cambia. Il nuovo decreto sui requisiti minimi (DM 28/10/2025, GU n. 283/2025, par. 5.2 Allegato 1), in continuità con l’evoluzione delle direttive europee, alza l’asticella sia per le prestazioni degli involucri edilizi sia per la qualità e il controllo degli impianti di riscaldamento.
Il cambiamento riguarda anche gli infissi con le valvole termostatiche – o i sistemi equivalenti di regolazione ambiente per ambiente – che entrano a far parte delle verifiche da eseguire in caso di sostituzione.
Molti proprietari di casa sono abituati a pensare agli infissi come a un intervento “isolato”: cambio le finestre, miglioro l’isolamento, abbasso la bolletta. Dal 2026 questo approccio non è più sufficiente. Quando si interviene sui serramenti, la normativa chiede di ragionare anche sull’impianto termico e sulla capacità del sistema di regolare davvero il calore stanza per stanza.
In questo articolo vediamo cosa cambia davvero per te che devi sostituire gli infissi.
Un breve sguardo al nuovo decreto requisiti minimi 2026 (DM 28/10/2025, GU n. 283/2025, par. 5.2 Allegato 1)
Il nuovo decreto sui requisiti minimi energetici, in vigore dal 3 giugno 2026, aggiorna le regole per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti di riscaldamento.
Nasce dall’esigenza di allineare l’Italia agli obiettivi europei di riduzione dei consumi e delle emissioni, fissando standard più severi sia per l’involucro edilizio (pareti, coperture, infissi) sia per la qualità della termoregolazione e del controllo degli impianti.
In pratica, ogni intervento importante – come la sostituzione degli infissi in locali riscaldati o il cambio del generatore di calore – deve essere progettato in un’ottica di sistema: non basta più rispettare il singolo valore di trasmittanza o installare una caldaia efficiente, ma occorre garantire che edificio e impianto lavorino insieme in modo coerente, con dispositivi di regolazione ambiente per ambiente e, quando richiesto, con sistemi di automazione più evoluti.

In che modo le valvole termostatiche e gli altri strumenti di termoregolazione entrano nei requisiti minimi per la riqualificazione energetica?
L’obiettivo del legislatore è piuttosto chiaro: non basta installare finestre performanti se poi la casa viene riscaldata in modo uniforme e senza un controllo specifico. Le valvole termostatiche servono esattamente a questo: modulare la quantità di acqua calda che entra in ogni radiatore in base alla temperatura desiderata e a quella effettivamente rilevata nel locale. Un modo più intelligente e efficiente per mantenere la temperatura ideale in casa.
Ecco cosa significa: in una stanza esposta a sud, che prende più sole, ha poco senso mantenere il radiatore alla stessa potenza del soggiorno esposto a nord. Con una valvola termostatica adeguata, o un dispositivo che svolge la stessa funzione, la portata si riduce automaticamente quando la temperatura si avvicina al valore impostato. Il risultato pratico è un comfort più uniforme, meno sprechi e una risposta più coerente ai nuovi requisiti energetici.
*Se l’appartamento è in un condominio con riscaldamento centralizzato il sistema dovrebbe essere già conforme, perché le valvole termostatiche sono obbligatorie dal 2017.
Cosa cambia nella sostituzione degli infissi?
In breve: per chi cambia infissi, il decreto 2026 introduce tre punti chiave: infissi con trasmittanze più severe, obbligo di regolazione per ambiente (valvole termostatiche o sistemi equivalenti) negli ambienti riscaldati, e necessità di un impianto ben regolato per non rischiare di perdere le detrazioni fiscali. In sostanza, l’intervento “solo infissi” senza verificare l’impianto di riscaldamento non è più coerente con la logica del decreto, soprattutto quando si presenta la pratica ENEA.
Venendo al tema che interessa direttamente chi sta valutando la sostituzione degli infissi, il decreto 2026 porta tre conseguenze principali:
I nuovi infissi devono rispettare valori di trasmittanza termica più severi, differenziati per zona climatica e tipologia di intervento.
Negli ambienti riscaldati in cui si sostituiscono infissi che danno verso l’esterno o locali non riscaldati, diventa necessario prevedere un sistema di regolazione per ambiente: tipicamente valvole termostatiche sui radiatori, oppure un sistema equivalente con sonde, cronotermostati di zona e compensazione climatica.
Se si vuole accedere a detrazioni fiscali (bonus casa, ecobonus, altri incentivi), la presenza di una regolazione adeguata dell’impianto diventa un requisito che può emergere in sede di controlli e verifiche, con il rischio di perdere la detrazione!
In altre parole, l’intervento “solo infissi”, slegato da qualsiasi valutazione sull’impianto di riscaldamento, rischia di non essere più in linea con la logica del decreto, soprattutto quando entra in gioco la pratica ENEA.
Valvole termostatiche a bassa inerzia: cosa sono e come funzionano?
Quando la normativa parla di regolazione per singolo ambiente non intende una valvola qualsiasi. Il riferimento tecnico per una valvola “a regola d’arte” è quello a bassa inerzia termica: un dispositivo capace di reagire rapidamente alle variazioni di temperatura del locale, anziché con minuti e minuti di ritardo.
In concreto, si considera a bassa inerzia una valvola con un tempo di risposta inferiore a 40 minuti, misurato secondo la norma tecnica UNI EN 215; le valvole con marchio di conformità CEN soddisfano già questo requisito. Tradotto: reagiscono prima, modulano meglio la portata e mantengono la temperatura più stabile rispetto ai vecchi modelli.
Per il proprietario di casa è un dettaglio poco visibile, ma per il tecnico e per il serramentista che vogliono lavorare in modo corretto fa la differenza. Scegliere prodotti certificati, con documentazione tecnica chiara, semplifica sia la progettazione sia la compilazione delle pratiche per le detrazioni. E riduce, non poco, il rischio di contestazioni a distanza di anni.
In quali casi non serve mettere le valvole termostatiche?
L’obbligo può decadere con impianti a bassa temperatura/radianti o dove esiste già una regolazione modulante equivalente, ma serve la motivazione in relazione tecnica firmata da un termotecnico. Non sono il cliente né il serramentista a decidere, ma il termotecnico abilitato.
Cosa devi sapere sui requisiti energetici minimi 2026 e sul nuovo decreto
Con i nuovi requisiti energetici 2026, quando si cambiano gli infissi in ambienti riscaldati è importante verificare che anche l’impianto sia aggiornato, con valvole termostatiche o un sistema di regolazione equivalente. In questo modo non solo rispettiamo la normativa, ma sfruttiamo fino in fondo il risparmio che le nuove finestre possono offrire.
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