Come capire se gli infissi sono installati bene o male

Per capire se gli infissi sono stati installati bene o male ci sono delle verifiche tecniche che puoi richiedere.
Sono regolamentate dalla norma UNI 11673-4 e consistono in test non distruttivi (non c’è bisogno di togliere coprifili o danneggiare le pareti) che può eseguire un tecnico.

Sono test complessi che hanno dei costi. Ecco perché la corretta posa si può verificare anche tramite un’analisi documentale, la verifica del rispetto delle normative e, in generale, affidandosi a un’azienda qualificata a monte, che faccia tutto secondo gli standard più alti del settore.

Sono Daniele Cagnoni, esperto infissi, posatore certificato EQF 4 e formatore per serramentisti. Ogni giorno lavoro secondo la la norma UNI 11673 nelle case e nei cantieri dei clienti Diemme. In questo articolo, basato sulla mia esperienza, trovi tutto quello che c’è da sapere sulla verifica della corretta posa dei serramenti e su cosa fare per ottenerla.


I 5 segnali che ti dicono subito se la posa non è corretta

Prima delle prove strumentali, ci sono alcuni sintomi pratici che puoi notare subito in casa. Se li ritrovi nei tuoi infissi, è probabile che qualcosa nella posa non sia stato fatto correttamente:

  1. Spifferi lungo il perimetro dell’infisso
    Se senti passare aria vicino al contorno della finestra o della porta, soprattutto nelle giornate ventose, anche a infisso chiuso, è un segnale di tenuta all’aria non adeguata del giunto di posa.

  2. Condensa, umidità e muffa intorno al serramento
    Goccioline sul bordo del vetro, macchie di umidità sul muro vicino all’infisso o comparsa di muffa sul perimetro indicano spesso un giunto progettato o realizzato male dal punto di vista termo‑igrometrico.

  3. Problemi di apertura e chiusura
    L’anta gratta, si abbassa, si blocca, non chiude in modo fluido oppure devi “forzare” la maniglia per chiudere: sono segnali di possibili errori di messa in bolla, fissaggio o regolazione.

  4. Distacchi tra infisso e muro
    Vedi fessure tra telaio e muratura, giunti aperti, stuccature saltate o coprifili che si staccano: oltre al problema estetico, questi vuoti diventano punti di ingresso per aria, acqua e rumore.

  5. Difetti estetici evidenti sul perimetro
    Giunti irregolari, silicone “a macchie”, schiuma poliuretanica a vista, crepe nell’intonaco, coprifili montati male: è la cosa che più si può notare anche senza alcuna verifica specifica e spesso è il primo indizio che la posa non è stata curata come dovrebbe. Se già “a occhio” vedi finiture approssimative, buchi o crepe, è difficile che il resto del lavoro (progettazione del giunto e scelta dei materiali) sia stato svolto secondo gli standard più elevati.


Le verifiche strumentali previste dalla UNI 11673-4?

Le verifiche vere e proprie secondo la norma UNI 11673-4 sono il blower door test, l’analisi termografica e il test di tenuta all’acqua.

La norma prevede metodi non distruttivi che permettono di testare le prestazioni reali dell’infisso montato senza danneggiare le pareti o smontare i coprifili.

I test principali includono:

  • Blower door test: misura la tenuta all’aria dell’involucro e individua eventuali infiltrazioni dovute a una posa non corretta. Ne ho parlato approfonditamente in questo articolo.

  • Analisi termografica: tramite termocamera evidenzia ponti termici, zone fredde e discontinuità nei materiali isolanti del giunto di posa. Combinata al blower door ci permette di vedere anche la minima dispersione.

  • Test di tenuta all’acqua: verifica che il serramento installato non presenti infiltrazioni durante pioggia battente o condizioni simili. Un test complesso da fare in casi molto specifici.

Come vedremo a breve queste verifiche non si effettuano sempre alla chiusura dei lavori, ma solo in casi specifici.

Foto di blower door test infissi realizzato da Diemme Infissi
Blower door test infissi realizzato durante una verifica effettuata da noi di Diemme.

Perché le verifiche UNI 11673-4 non si fanno dopo ogni installazione?

Questi test sperimentali sono molto efficaci, ma richiedono strumentazioni costose e personale altamente qualificato (abilitato secondo la norma UNI EN ISO 9712). Per questo motivo vengono solitamente eseguiti in casi di contestazione o per edifici di altissima classe energetica, dove ogni dettaglio del giunto di posa ha un impatto sensibile sulle prestazioni complessive e viene quindi richiesta una verifica specifica.

Nella pratica quotidiana, la maggior parte delle installazioni residenziali standard viene verificata con controlli visivi, test di funzionamento (apertura/chiusura) e analisi documentale, riservando le prove strumentali ai casi in cui serva una dimostrazione oggettiva delle prestazioni.

Ecco un episodio Diemme Infissi: abbiamo eseguito una verifica dopo quasi 10 anni dall’installazione dei nuovi infissi Internorm per uno dei nostri clienti… l’abbiamo fatto per conoscere quanto il sistema di posa fosse efficace dopo un arco di tempo così importante. Il risultato è stato da record! L’infiltrazione d’aria misurata (serramento e posa in opera) è stata di 0,07 m3h.  Significa che la finestra, con una condizione di depressione a + di 50 Pa, ha un’infiltrazione praticamente nulla.  Il test è stato effettuato seguendo il protocollo Posa Qualità dal laboratorio Legnolegno ed in conformità con la Norma Uni 11673-4.

Leggi l’articolo completo sul Blower Door Test qui.


Come possiamo verificare la posa senza una verifica strumentale?

Un’alternativa più immediata e meno costosa per verificare se gli infissi sono davvero installati bene consiste nel controllo della documentazione (analisi documentale). I documenti che puoi richiedere a garanzia di una posa corretta sono:

  • Dichiarazione di corretta posa: rilasciata dall’installatore e attestante il rispetto delle indicazioni di progetto e delle norme applicabili.

  • DoP / marcatura CE del serramento: la dichiarazione di prestazione e la marcatura CE sono elementi di prodotto fondamentali, necessari anche per stabilire quali prestazioni il serramento in opera dovrebbe rispettare. La marcatura è necessaria per tutti i serramenti in commercio, così come la DoP. Vengono rilasciati dal fabbricante.
  • Certificazioni del posatore: la certificazione che attesta la qualifica del singolo installatore (ad esempio secondo la UNI 11673-2 o 11673-3), con livelli come EQF 4 (colui che realizza il progetto di posa e si interfaccia col progettista) per i professionisti più esperti.

  • Schede tecniche dei materiali usati: servono a verificare che siano stati utilizzati nastri autoespandenti, sigillanti e nastri di tenuta conformi agli standard di isolamento e di comportamento termo‑igrometrico previsti dal progetto.

Questa analisi documentale, accompagnata da un controllo visivo dei giunti e da una verifica pratica di apertura/chiusura, permette già di capire se l’azienda ha lavorato secondo le buone pratiche del settore.

Schema con le prestazioni degli infissi da rispettare e verificare
Le prestazioni che gli infissi dovrebbero rispettare e mantenere

Perché la corretta posa parte dalla scelta di un professionista qualificato?

La scelta migliore resta sempre affidarsi a un’azienda strutturata e qualificata. Un serramentista certificato progetta il giunto di posa prima ancora di installarlo (rispettando la UNI 11673-1), definendo i piani funzionali di posa e i materiali corretti per ogni contesto, riducendo quasi a zero il rischio di un lavoro mal eseguito.

Se rispettiamo le normative, utilizziamo i giusti materiali ed eseguiamo installazioni che rispettano il progetto di posa, si riduce al minimo il rischio di criticità come spifferi, condensa, problemi di funzionamento e difetti estetici. Le finestre lavorano in conformità con le prestazioni dichiarate dal produttore, e durano a lungo nel tempo.

Il mio consiglio è quello di scegliere sempre aziende che aderiscono alle ultime normative, volontarie, ma divenute ormai lo standard della posa in opera dei serramenti, e l’unico modo per lavorare in modo efficace e garantito.


Cosa fare se la posa degli infissi è sbagliata?

Se hai riconosciuto uno o più dei problemi che abbiamo descritto, il modo in cui gestisci i primi giorni conta più di qualsiasi perizia. Nella mia esperienza quasi tutti i casi si chiudono con un intervento di ripristino, senza contenziosi. Questo se i passaggi vengono fatti nell’ordine giusto.

Documenta prima di intervenire. Foto d’insieme e di dettaglio, la data in cui hai notato il problema, le condizioni in cui si manifesta (vento forte, dopo la pioggia, solo su un’anta). Evita di rimediare da solo con silicone o schiuma: raramente risolve e rende difficile dimostrare di chi fosse la responsabilità originaria.

Segnala per iscritto all’installatore. Una telefonata non lascia traccia: serve una PEC o una raccomandata A/R con la descrizione del difetto, le foto e la richiesta di sopralluogo. Non servono toni legali, serve una data certa. Un’azienda seria a questo punto viene a vedere, e di solito la questione finisce qui.

Fai una perizia solo se serve davvero. Se l’azienda nega il problema o lo attribuisce ad altro (la muratura, la ventilazione, l’uso), un tecnico indipendente trasforma un’impressione in un dato oggettivo con sopralluogo, analisi documentale e, dove necessario, le prove strumentali viste sopra. Conviene quando la fornitura ha un valore importante o quando il difetto peggiora nel tempo, come nel caso di infiltrazioni e muffa. Il costo lo anticipi tu, ma se il difetto viene accertato rientra tra le spese che puoi chiedere in rimborso.

Non aspettare. I termini per contestare decorrono dalla consegna o dalla scoperta del vizio e sono più brevi di quanto si immagini: variano a seconda che si tratti di vendita con posa, di appalto o di un difetto grave dell’edificio. Rimandare alla stagione fredda successiva “per vedere se il problema si ripresenta” è il modo più comune per perdere il diritto al risarcimento. Segnala subito: sei sempre in tempo a chiudere bonariamente, non sei più in tempo a recuperare un termine scaduto. Se il difetto è serio, fatti leggere il contratto da un legale.

Un ultimo aspetto che spesso sfugge: se hai usufruito di una detrazione fiscale sulla sostituzione degli infissi, valuta un eventuale rifacimento insieme al tuo commercialista, per non compromettere l’agevolazione già ottenuta.


Risorse utili

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